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BRAND ADVOCACY: la strategia dei pochi

Chi ha mai detto che farsi pubblicità sul web ha sempre un costo?

Un recente studio condotto da Duepuntozero Doxa emerge che il 16% degli utenti Internet italiani condivide un contenuto in rete perché sposa una causa, si fa parte attiva della promozione di un concetto, idea, prodotto o azienda.

La Brand Advocacy fa riferimento a quelle persone che sposano talmente tanto un brand che finiscono per farsi veri e propri “venditori” del prodotto stesso promuovendolo alla propria cerca di amicizie o contatti; e quando ciò avviene, il contenuto ha una capacità persuasiva sugli altri ben al di sopra di ogni pubblicità dell’azienda, poiché il ricevente tenderà a percepire la comunicazione come disinteressata e veritiera. La strategia, allora, è individuare quelle nicchie di convinti Ambassador presenti in rete, monitorarli e cercare di favorirli il più possibile nelle attività di promozione nei nostri confronti.

brand-advocacy

Uno degli ambiti in cui la brand advocacy si realizza con relativa semplicità, sono proprio i social network, in cui il monitoraggio delle conversazioni positive di un prodotto è riconducibile ad un individuo anche facilmente contattabile dalle aziende.

Come fare?

Iniziando con i principali social network. Cercare Ambassador tra gli utenti di Facebook o Twitter significa interrogare tali piattaforme ed estrarre le conversazioni pubbliche in merito ad un brand o prodotto per sedimentarle secondo user emittenti.

Si individuano così gli utenti maggiormente attivi in merito a un brand e si può iniziare a seguirli, ove possibile, per determinare i loro campi di affezione o di interesse nei confronti della marca. Una volta osservati, andando a ritroso nei loro post o iniziando a monitorare i post giorno dopo giorno, si otterrà un bagaglio informativo che permetterà di avere argomenti utili da spendere in un messaggio personale.

In questo caso si potrà essere espliciti e diretti, in quanto si avrà di fronte un Ambassador, che molto probabilmente sarà lusingato dalla fornitura in esclusiva di un nuovo prodotto, di una nuova anteprima della pubblicità, di un semplice ringraziamento o coupon omaggio.

Si potrà fare con lui un vero e proprio contratto, chiedendogli di promuovere quel tale prodotto o variante: se lo riterrà giusto per la propria cerca di amici, in cambio egli chiederà molto poco.

brands-on-twitterNel caso specifico di Twitter l’indicazione degli Ambassador risulta ancora più semplice poiché le persone che si fanno carico di un prodotto o brand lo fanno in modo esplicito, apponendo l’hashtag prima del nome. Risulterà quindi ancora più facile, poiché chi tagga il brand nei propri tweet lo fa proprio con l’intento di partecipare alla formazione della reputazione del brand, e spesso con la consapevolezza che il brand sia dall’altra parte a registrarla. Anche in questo caso tra tutti i messaggi taggati con il brand, si va a individuare user maggiormente attivi e, quindi, a selezionare gli Ambassador.

Buon Marketing.

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