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Digital PR: coinvolgere gli influencer è indispensabile

L’innovazione maggiore dei social network (lato aziende) è stata sicuramente la possibilità di avviare attività di storytelling attorno al proprio brand.

In questo modo, una campagna  non è più solo un mezzo di comunicazione one to many, ma diventa uno strumento di engagement continuativo del target, con cui gli utenti possono parlare con l’azienda. Questo è il motivo principe per cui occorre scrivere contenuti di marca coerenti con la strategia di comunicazione del brand. Di fatto ci avviciniamo a un concetto di public relation digitali.

digital pr

COSA SONO LE DIGITAL PR? E come si distinguono da quelle tradizioni?

Per risponde alla prima domanda è opportuno rispondere alla seconda. Le digital PR si differenziano dalle Pr classiche non solo per lo strumento digitale o cartaceo/tradizionale, ma anche è soprattutto per la possibilità di interagire con un pubblico allargato.

Nelle PR classiche, l’interlocutore solitamente è un professionista o un addetto del settore, nelle Pr digitali la persona con cui il Brand deve confrontarsi è, oltre all’interlocutore classico, un consumatore finale presente con diversi profili sul web, come nei social network e blog, e pronto a parlare a un ampio pubblico.

Questo approccio cambia radicalmente, perché comporta il mutamento delle regole di ingaggio: bisogna creare una strategia di contatto, fare una rassegna stampa che non sia la classica cartacea, ma cercando le informazione sulla rete.

Come si muove un digital PR?

le principali azioni sono:

– MONITORAGGIO di forum, blog, social network, siti d’informazione. Significa ascoltare la rete. Attraverso software predisposti è possibile intercettare le conversazioni in rete per captare tutto quanto viene detto sul nostro brand. Il funzionamento è simile a quello di Google, sono, di fatto, dei “crawler” che, secondo le parole chiave e i luoghi preposti, estraggono conversazioni e testi all’interno dei quali sono inserite queste keyword;

– ANALISI del sentiment dei consumatori sui propri prodotti e servizi e su quelli della concorrenza. La ricerca deve essere valutato in termini di quantità di messaggi riportati ma anche di qualità, ovvero in base al sentiment positivo o negativo che emerge;

– SELEZIONE di influencer adatti con cui instaurare una relazione;

– CONTATTO con gli influencer;

– MANTENIMENTO di relazione continuativa.

La fase di ascolto, oltre ad essere il più efficace strumento di rassegna stampa digitale, è molto importante per individuare eventuali influencer, ossia quelle persone ritenute più adatte di altre a trattare gli argomenti di interesse.

Ma come faccio ad individuare gli influencer? Bisogna attenzionare parametri importanti come:

  1. la qualità dei contenuti preposti;
  2. la tipologia di pubblico a cui si rivolgono,
  3. il seguito che hanno;
  4. il numero e l’efficacia di profili digitali e social che più utilizzano.

L’attività di influencer è la più delicata nella fase di lancio di una campagna di digital PR.

buzz-marketingUna volta individuati, è necessario redigere una strategia di contatto con loro, che possa prevedere le seguenti azioni:

  1. buzz marketing, ovvero quell’insieme di attività di marketing online e offline, che ci permettono di alimentare discussioni e conversazioni delle persone attorno alla marca e alle sue attività di comunicazione. Come ogni cosa che funzioni, alla lunga queste tipologie di attività sono diventate anche a pagamento attraverso campagne media con formati pubblicitari video all’interno di aggregatori di blog;
  2. word of mouth, apprendere una notizia e diffonderla in rete (blog, social network e forum);
  3. infiltration, infilarsi in comunicazioni preesistenti in rete al fine di stimolare reazione da parte del pubblico coinvolto. L’infiltrazione è una pratica che sempre più sta scomparendo anche per diverse cause di insuccesso: infatti, cercare di inserirsi con scopi pubblicitari all’interno di una conversazione online presente ha il rischio di reazioni non prevedibili;
  4. seeding online, ovvero proporre contenuti creativi (video, link, concetti) agli influencer della rete con l’obiettivo di ottenerne la pubblicazione nei loro blog, siti web o forum. Si può ad esempio inviare il “making of” di uno spot pubblicitario, o il dietro le quinte, o ancora delle confezioni regalo del prodotto appositamente disegnate. Il seending, più legato alle PR tradizionali, è sicuramente più dispendioso ma generalmente porta a buoni risultati di popolarità.

Le opportunità portate dalla comunicazione social sono enormi, ma occorre percepirne potenziale e pericoli.

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